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 ultimo aggiornamento
  16/05/2006
   
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IL METODO DEL CONSENSO
Un contributo alla comprensione e alla gestione dei processi decisionali partecipativi.
di Roberto Tecchio

* * * * * *

Scheda 2 - IL PROBLEM SOLVING
(secondo l'approccio Gordon : "metodo senza perdenti") (nota44)

Fase 1 : identificare e definire il problema.
Qual è il problema? Messa a fuoco del problema in termini di bisogni e sentimenti in gioco.

Fase 2 : lasciare emergere ogni soluzione possibile.
Produzione creativa di idee volte a trasformare la situazione presente e/o prevedibile (il problema) in una situazione ottimale, o quantomeno accettabile, per tutte le parti interessate (risoluzione del problema).

Fase 3 : valutazione delle soluzioni alternative
Valutazione accurata, in rapporto a criteri oggettivi e condivisi, delle idee prodotte.

Fase 4 : scelta della soluzione migliore (decisione)
Formulazione delle scelte emerse dall'analisi in forma di proposizioni che aggregano il consenso (o l'accordo) delle parti interessate.

Fase 5 : implementare le decisioni.
Decisioni inerenti il "cosa fare e chi deve farlo, in quali tempi e modi" per rendere fattibili le decisioni prese.

Fase 6 : valutazione delle ricadute.
Stabilire le sedi e le modalità dove poter verificare l'attuazione delle decisioni e valutare i loro effetti reali in rapporto alle previsioni.

Oltre a queste sei fasi, abbiamo una sorta di fase 0, che potremmo chiamare "creare le condizioni favorevoli". Infatti il problem solving può avviarsi proficuamente solo se esistono condizioni minime relative all'interesse delle parti a partecipare attivamente all'incontro, e alla loro fiducia nel riuscire a trovare soluzioni soddisfacenti ai problemi personali e comuni. Tali condizioni vanno quindi sempre verificate e in qualche misura rafforzate e costruite.

Naturalmente durante ogni fase, e sempre, è necessaria una comunicazione nonviolenta (per esempio i messaggi in prima persona, l'ascolto attivo o empatico, il confronto efficace, ecc), nonché adoperare strumenti e tecniche appropriati (le varie forme di brainstorm, i sottogruppi tematici - in serie o paralleli, a scambio, ecc - i pannelli mobili con post it, gli schieramenti a più dimensioni, ecc).(nota45)


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NOTA:


Nota 44: La denominazione delle fasi qui riportate (in grassetto) è presa da Thomas Gordon “Leader efficaci”, ed. La meridiana, pagg. 106 e seguenti. Gordon è stato allievo e collaboratore di Carl Rogers, e il suo approccio è quello “centrato sulla persona” (che ha rappresentato una parte fondamentale della mia formazione in campo psicopedagogico).
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Nota 45: Agli interessati suggerisco la lettura del suddetto testo, per altro breve e molto agile, dove, tra l’altro, vengono spiegate le cose importanti cui prestare attenzione quando si segue questo modello di Problem Solving. Per quanto concerne le basi della comunicazione nonviolenta, consiglio lo specifico testo di Marshall Rosenberg “Le parole sono finestre”, ed. Esserci. Sulla facilitazione e il mc, oltre al testo citato di Butler, segnalo il buon manualetto di Beatrice Briggs “Introduction of consensus”, acquistabile sul sito dell’IIFAC (istituto internazionale per la facilitazione e il consenso), purtroppo solo in lingua spagnola o inglese, che però tratta proprio in modo specifico tale argomento (esiste una traduzione italiana a cura di Lucilla Borio, che però è riservata ai partecipanti ai corsi di formazione che Lucilla guida in Italia come membro affiliato dell’IIFAC - per info vedi sito www.torri-superiore.org), mentre in italiano segnalo Jerome Liss “La comunicazione ecologica”, ed . La meridiana, e infine, sulle tecniche di mediazione dei conflitti (e quindi di facilitazione dei processi decisionali) Christian Besemer, “Gestione e mediazione dei conflitti”, ed. EGA.
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INDICE

INTRODUZIONE
Buona lettura!… (ma perché leggere?) 2

1. Il METODO DEL CONSENSO: UN'IDEA DA APPROFONDIRE 3
Decisioni (azioni) di qualità. 5
Condizioni necessarie all'adozione e all'applicazione del mc. 6

2. PROBLEMI DI LINGUA, PROBLEMI D'INTESA 7
Glossario minimo. 8

3. IL METODO DEL CONSENSO: UNA VISIONE D'INSIEME 15

4. CONSENSO E VOTO: COMPATIBILITÀ LIMITATA 17
Due metodi, due strade. 19
Il voto consapevole: uno strumento per usare meglio il metodo della maggioranza - e il metodo del consenso. 20

5. LA GESTIONE DEL PROCESSO DECISIONALE 21
Passaggi obbligatori. 21
Un errore tipico. 21
Il processo decisionale è come… 22
La verifica (e costruzione) del consenso. 23
Il metodo di lavoro: c'è, ma non si vede! 25
La gestione del rapporto tra maggioranze e minoranze. 26

6. LA FACILITAZIONE 29
Facilitazione senza facilitatori. 29
Panoramica. 30
In pratica. 31

SCHEDA 1 - La discussione è una guerra! 32

SCHEDA 2 - Il Problem Solving. 33

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