IL METODO DEL CONSENSO
Un contributo alla comprensione e alla gestione dei
processi decisionali partecipativi.
di Roberto
Tecchio
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Scheda 2 - IL PROBLEM SOLVING
(secondo l'approccio Gordon : "metodo senza
perdenti") (nota44)
Fase 1 : identificare e
definire il problema.
Qual è il problema? Messa a fuoco del problema
in termini di bisogni e sentimenti in gioco.
Fase 2 : lasciare emergere ogni soluzione possibile.
Produzione creativa di idee volte a trasformare la
situazione presente e/o prevedibile (il problema)
in una situazione ottimale, o quantomeno accettabile,
per tutte le parti interessate (risoluzione del problema).
Fase 3 : valutazione delle soluzioni alternative
Valutazione accurata, in rapporto a criteri oggettivi
e condivisi, delle idee prodotte.
Fase 4 : scelta della soluzione migliore (decisione)
Formulazione delle scelte emerse dall'analisi in forma
di proposizioni che aggregano il consenso (o l'accordo)
delle parti interessate.
Fase 5 : implementare le decisioni.
Decisioni inerenti il "cosa fare e chi deve farlo,
in quali tempi e modi" per rendere fattibili
le decisioni prese.
Fase 6 : valutazione delle ricadute.
Stabilire le sedi e le modalità dove poter
verificare l'attuazione delle decisioni e valutare
i loro effetti reali in rapporto alle previsioni.
Oltre a queste sei fasi, abbiamo
una sorta di fase 0, che potremmo chiamare "creare
le condizioni favorevoli". Infatti il problem
solving può avviarsi proficuamente solo se
esistono condizioni minime relative all'interesse
delle parti a partecipare attivamente all'incontro,
e alla loro fiducia nel riuscire a trovare soluzioni
soddisfacenti ai problemi personali e comuni. Tali
condizioni vanno quindi sempre verificate e in qualche
misura rafforzate e costruite.
Naturalmente durante ogni fase, e sempre, è
necessaria una comunicazione nonviolenta (per esempio
i messaggi in prima persona, l'ascolto attivo o empatico,
il confronto efficace, ecc), nonché adoperare
strumenti e tecniche appropriati (le varie forme di
brainstorm, i sottogruppi tematici - in serie o paralleli,
a scambio, ecc - i pannelli mobili con post it, gli
schieramenti a più dimensioni, ecc).(nota45)
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NOTA:
Nota 44: La denominazione
delle fasi qui riportate (in grassetto) è presa da
Thomas Gordon “Leader efficaci”, ed. La meridiana,
pagg. 106 e seguenti. Gordon è stato allievo e collaboratore
di Carl Rogers, e il suo approccio è quello “centrato
sulla persona” (che ha rappresentato una parte fondamentale
della mia formazione in campo psicopedagogico).
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Nota 45: Agli interessati
suggerisco la lettura del suddetto testo, per altro
breve e molto agile, dove, tra l’altro, vengono spiegate
le cose importanti cui prestare attenzione quando
si segue questo modello di Problem Solving. Per quanto
concerne le basi della comunicazione nonviolenta,
consiglio lo specifico testo di Marshall Rosenberg
“Le parole sono finestre”, ed. Esserci. Sulla facilitazione
e il mc, oltre al testo citato di Butler, segnalo
il buon manualetto di Beatrice Briggs “Introduction
of consensus”, acquistabile sul sito dell’IIFAC (istituto
internazionale per la facilitazione e il consenso),
purtroppo solo in lingua spagnola o inglese, che però
tratta proprio in modo specifico tale argomento (esiste
una traduzione italiana a cura di Lucilla Borio, che
però è riservata ai partecipanti ai corsi di formazione
che Lucilla guida in Italia come membro affiliato
dell’IIFAC - per info vedi sito www.torri-superiore.org),
mentre in italiano segnalo Jerome Liss “La comunicazione
ecologica”, ed . La meridiana, e infine, sulle tecniche
di mediazione dei conflitti (e quindi di facilitazione
dei processi decisionali) Christian Besemer, “Gestione
e mediazione dei conflitti”, ed. EGA.
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INDICE
INTRODUZIONE
Buona lettura!… (ma perché leggere?) 2
1.
Il METODO DEL CONSENSO: UN'IDEA DA APPROFONDIRE
3
Decisioni (azioni) di qualità. 5
Condizioni necessarie all'adozione e all'applicazione
del mc. 6
2. PROBLEMI
DI LINGUA, PROBLEMI D'INTESA 7
Glossario minimo. 8
3. IL
METODO DEL CONSENSO: UNA VISIONE D'INSIEME 15
4. CONSENSO
E VOTO: COMPATIBILITÀ LIMITATA 17
Due metodi, due strade. 19
Il voto consapevole: uno strumento per usare meglio
il metodo della maggioranza - e il metodo del consenso.
20
5. LA
GESTIONE DEL PROCESSO DECISIONALE 21
Passaggi obbligatori. 21
Un errore tipico. 21
Il processo decisionale è come… 22
La verifica (e costruzione) del consenso. 23
Il metodo di lavoro: c'è, ma non si vede! 25
La gestione del rapporto tra maggioranze e minoranze.
26
6. LA
FACILITAZIONE 29
Facilitazione senza facilitatori. 29
Panoramica. 30
In pratica. 31
SCHEDA 1 - La
discussione è una guerra! 32
SCHEDA 2 - Il
Problem Solving. 33