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  16/05/2006
   
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IL METODO DEL CONSENSO
Un contributo alla comprensione e alla gestione dei processi decisionali partecipativi.
di Roberto Tecchio

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Scheda 1 - LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA!

"L'essenza della metafora è comprendere e vivere un tipo di cosa in termini di un altro." (nota43)

La metafora è da molti considerata come uno strumento dell'immaginazione poetica, un artificio retorico…. Per questa ragione molti pensano di poter fare benissimo a meno della metafora. Noi abbiamo invece trovato che la metafora è diffusa ovunque nel linguaggio quotidiano, e non solo nel linguaggio, ma anche nel pensiero e nell'azione: il nostro comune sistema concettuale, in base al quale pensiamo e agiamo, è essenzialmente di natura metaforica.
I concetti che regolano il nostro pensiero non riguardano solo il nostro intelletto, ma regolano anche le nostre attività quotidiane, fino nei minimi particolari; essi strutturano ciò che noi percepiamo, il modo in cui ci muoviamo nel mondo e in cui ci rapportiamo agli altri.
Per dare un'idea di che cosa significa dire che un concetto è metaforico, e che esso struttura una nostra attività quotidiana, consideriamo l'esempio del concetto "discussione" e della metafora concettuale LA DISCUSSIONE E' UNA GUERRA. Questa metafora è riflessa in una grande varietà di espressioni presenti nel nostro linguaggio quotidiano:
o le tue richieste sono indifendibili
o egli ha attaccato ogni punto debole della mia argomentazione
o le sue critiche hanno colpito nel segno
o se usi questa strategia, lui ti fa fuori in un minuto
o ha distrutto tutti i miei argomenti
o ……..

Ciò che è importante sottolineare è che noi non soltanto parliamo delle discussioni in termini di guerra, ma effettivamente vinciamo o perdiamo nelle discussioni: noi vediamo la persona con cui stiamo discutendo come un nemico, attacchiamo le sue posizioni e difendiamo le nostre, guadagnamo o perdiamo terreno, facciamo piani e usiamo strategie… In questo senso la metafora "la discussione è una guerra" è una di quelle metafore con cui viviamo in questa cultura: essa struttura le azioni che noi compiamo quando discutiamo.
L'essenza della metafora è comprendere e vivere un tipo di cosa in termini di un altro. Le discussioni non sono sottospecie di guerre. Le discussioni e le guerre sono cose diverse… Ma una discussione è parzialmente strutturata, compresa, eseguita e definita in termini di guerra.
Inoltre questo è il modo consueto di avere una discussione e di parlarne: normalmente, se parliamo di attaccare la posizione di un altro usiamo precisamente le parole "attaccare la posizione". Il nostro modo convenzionale di parlare delle discussioni presuppone una metafora di cui non siamo quasi mai consapevoli; tale metafora non è soltanto nelle parole che usiamo, ma nel concetto stesso di discussione. Il linguaggio con cui definiamo la discussione non è né poetico, né fantasioso, né retorico; è letterale: ne parliamo in quel modo perché la concepiamo in quel modo, e ci comportiamo secondo le concezioni che abbiamo delle cose.
Provate a immaginare una cultura in cui le discussioni non siano viste in termini di guerra, dove nessuno vinca o perda, dove non ci sia il senso di attaccare o difendere… Una cultura in cui una discussione è vista come una danza, i partecipanti come attori, e lo scopo è una rappresentazione equilibrata ed esteticamente piacevole. In una tale cultura la gente vedrà le discussioni in modo diverso, le vivrà in modo diverso, le condurrà in modo diverso e ne parlerà in modo diverso… Forse il modo più neutro per descrivere questa differenza fra la nostra cultura e la loro, sarebbe il dire che noi abbiamo una forma di discorso strutturata in termini di combattimento mentre loro ne hanno una strutturata in termini di danza.


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NOTE:



Nota 43: Il testo è interamente tratto dal primo capitolo dell’opera “Metafora e vita quotidiana”, di G. Lakoff e M. Johnson, ed. Bompiani. Le parti in grassetto sono una mia evidenziazione di parti presenti nell’originale per richiamare l’attenzione a uno dei temi chiave del nostro lavoro formativo, cioè quello delle “premesse”.
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INDICE

INTRODUZIONE
Buona lettura!… (ma perché leggere?) 2

1. Il METODO DEL CONSENSO: UN'IDEA DA APPROFONDIRE 3
Decisioni (azioni) di qualità. 5
Condizioni necessarie all'adozione e all'applicazione del mc. 6

2. PROBLEMI DI LINGUA, PROBLEMI D'INTESA 7
Glossario minimo. 8

3. IL METODO DEL CONSENSO: UNA VISIONE D'INSIEME 15

4. CONSENSO E VOTO: COMPATIBILITÀ LIMITATA 17
Due metodi, due strade. 19
Il voto consapevole: uno strumento per usare meglio il metodo della maggioranza - e il metodo del consenso. 20

5. LA GESTIONE DEL PROCESSO DECISIONALE 21
Passaggi obbligatori. 21
Un errore tipico. 21
Il processo decisionale è come… 22
La verifica (e costruzione) del consenso. 23
Il metodo di lavoro: c'è, ma non si vede! 25
La gestione del rapporto tra maggioranze e minoranze. 26

6. LA FACILITAZIONE 29
Facilitazione senza facilitatori. 29
Panoramica. 30
In pratica. 31

SCHEDA 1 - La discussione è una guerra! 32

SCHEDA 2 - Il Problem Solving. 33

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